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10.12.2012

LUGANO LIMITA LA VITA NOTTURNA? Mia interrogazione.

Ecco il testo integrale della mia interrogazione del 10 dicembre 2012.



LUGANO LIMITA LA VITA NOTTURNA?


Il 9 giugno 2012 è entrata in vigore la nuova Ordinanza municipale sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (OMEAR). Essa inasprisce le limitazioni dei locali notturni imponendo la chiusura alle 03.00 anziché le 05.00 in tutti i giorni della settimana tranne il sabato e la domenica; per i bar ed i ristoranti è consentito un massimo di 12 autorizzazioni per eventi occasionali (concerti, karaoke, dj set, feste varie) per esercizio pubblico con una distanza di 15 giorni da un evento all’altro; per eventi regolari è necessaria una licenza edilizia per il cambiamento di destinazione.

In una lettera del 25 giugno il Municipio ha avvisato gli esercenti dell’entrata in vigore della nuova ordinanza facendo notare che “ha cercato di tener conto dei diversi interessi in gioco e della volontà politica di attivamente promuovere la Città di Lugano quale Città turistica”. Salvo però dimenticarsi di consultare i diretti interessati nell’allestimento della stessa.
Nella lettera di cui sopra il Municipio si contraddice pure quando scrive che la chiusura alle ore 05.00 per i fine settimana “dovrebbe consentire un deflusso progressivo della clientela, difficilmente attuabile con una chiusura alle ore 03.00”. Quindi lo stesso principio vale anche per eventi infrasettimanali, prefestivi e non, a forte affluenza. Non ha quindi senso limitarne la chiusura alle 03.00 e assoggettarla ad una richiesta di autorizzazione del costo di 50 Fr all’ora più 50 di cancelleria. E pensare che proprio il partito di maggioranza relativa in Municipio, il PLRT, rappresentato da sindaco e vicesindaco (da più di 30 anni) aveva fatto campagna elettorale contro la burocrazia!

Delle deroghe alle limitazioni saranno possibili ma il municipio ha già fatto sapere che non verranno inspiegabilmente rilasciate. Anzi, il vice sindaco Erasmo Pelli in un articolo del CdT del 20 luglio rincara la dose precisando che il Municipio aveva preso in seria considerazione la possibilità di chiusura alle 03.00 anche per il sabato e la domenica mattina, alla luce delle numerose lettere ricevute da cittadini infastiditi dal comportamento incivile di coloro che escono dai locali a tarda ora. Si nota che Pelli non frequenti da molto tempo dei locali notturni, infatti da più di un ventennio le discoteche ed i club sono al centro della vita notturna delle grandi città e delle mete turistiche del globo e non solo per i più giovani. Eventi anche di tipo culturale e non solo d’intrattenimento, avvengono lungo le notti di molte località ben oltre le 03.00. Chiudere i locali notturni a quell’ora oltre ad essere lesivo della libertà di alcuni cittadini, sarebbe anacronistico e dannoso per l’immagine della città che è pure un polo universitario, la quale ha solo da guadagnare attingendo ad un’immagine moderna, dinamica, giovane ed anche un po’ trasgressiva. D’altronde pure Zurigo ha “adottato” la tanto discussa Street Parade capendo il guadagno d’immagine che essa genera a livello globale pur con il grosso “disturbo” al centro città che produce.

Un’ordinanza che si preannuncia fallimentare pure dal punto di vista dell’ordine pubblico. È evidente che svuotare un locale affollato alle 3.00 mette sulla strada una folla molto “eccitata” e rumorosa. Altro discorso alle 5.00 dove gli utenti sono più appagati e in numero minore visto che in molti se ne vanno spontaneamente prima della chiusura. Vi è quindi un deflusso progressivo e meno brusco. Ed è anche per questo motivo la chiusura era stata portata alle 5.00.

Vi sono poi i giorni festivi infrasettimanali che per affluenza sono paragonabili al fine settimana. La nuova ordinanza non se ne preoccupa affatto. Quindi il “tutti fuori” alle 3.00 non può che peggiorare le cose. L’unica soluzione sarebbe chiudere tutto e basta rumore. Facciamo però finta che il Municipio non abbia mai dato il permesso a cantieri e lavori stradali di lavorare di notte con ruspe, camion e martelli pneumatici.

L’ordinanza calata dall’alto ha ovviamente creato parecchio malumore nel folto pubblico che frequenta i ritrovi pubblici cittadini e tra i gestori, i quali hanno espresso numerose osservazioni critiche sui media. Questi ultimi non sarebbero stati informati per tempo della pubblicazione della stessa sugli albi comunali, affissione che stranamente sarebbe passata inosservata a tutti, pure a GastroTicino. Ciò a determinato pure il sospetto che non fosse stata esposta considerato che non ve n’è traccia neppure sul sito della città. Anche i Giovani Liberali Radicali Ticinesi e quelli del Partito Comunista di Lugano hanno espresso pubblicamente sui media forti critiche all’OMEAR.
Da più parti si invoca la revoca dell’ordinanza per non soffocare le attività serali giovanili, per non limitare la scena culturale con provvedimenti burocratici non aderenti alla realtà.
Le azioni legali non si sono fatte aspettare. Richieste di deroghe e ricorsi sono già sul tavolo del municipio. A fine luglio 2012 si viene a sapere infatti che la discoteca Club One potrà continuare a chiudere alle 05.00 perché un ricorso contro la chiusura anticipata inoltrato al Governo è stato accettato facendo scattare l’effetto sospensivo dell’ordinanza fino a quando il ricorso non verrà evaso.
Il 3 settembre 2012 il presidente del Consiglio di Stato, Marco Borradori, accetta pure la richiesta di adozione di misure cautelari derivanti da un ricorso del Living Room Club per poter chiudere il locale alle 05.00 giovedì 5 settembre in occasione di una festa organizzata da tempo in occasione dell’anteprima del film ticinese “Tutti giù”.
L’imbarazzo per l’esecutivo è palpabile al punto che un paio di municipali dichiarano sui media che il municipio dovrà rivedere l’ordinanza con soluzioni più concordate ed elastiche e con maggior dialogo tra le parti non prima però del 2013, eppure per apportare modifiche al ben più complesso Piano Viario ci sono voluti pochi mesi.

Consideriamo anche il danno economico che alcune PMI dell’intrattenimento notturno possono subire e questo proprio nel periodo di congiuntura peggiore. Chiudere difatti un esercizio pubblico che può lavorare solo dal giovedì al sabato dalle 22.00 alle 5.00, tenuto conto che la stragrande maggioranza degli utenti si reca in discoteca dopo la chiusura dei bar, dei ristoranti, dei cinema e degli eventi cittadini, cioè alla 1.00 e che i club di regola iniziano a sfollare il pubblico già alle 4.45, si comprende che la riduzione forzata dell’orario di apertura possa essere molto problematica per l’equilibrio finanziario dello stesso, se non addirittura devastante. Ne va anche dei posti di lavoro e dell’indotto che esse generano, non solo dell’offerta turistica e culturale. Aggiungiamo pure che nei comuni confinanti la chiusura della “concorrenza” è ancora fissata alle 5.00.

Il sottoscritto comprende molto bene il diritto al riposo dei cittadini, a tutela del quale bisogna prestare la massima attenzione, risulta però semplicistico e ingiusto limitare l’esercizio di tutti indiscriminatamente a discapito dei gerenti che hanno una condotta irreprensibile ed attenta. Esistono infatti molte “sanzioni” alternative da applicare in caso di cattiva gestione della quiete pubblica. Dalle multe alla riduzione degli orari al singolo locale pubblico, fino alla chiusura. Ostacolare le attività di tutti senza distinzioni sembra rappresentare una rinuncia, un fallimento delle autorità elette nella gestione dell’ordine pubblico notturno. Non è forse la polizia che deve occuparsene?


Alla luce delle considerazioni fin qui esposte pongo i seguenti quesiti al lodevole Municipio:


  1. perché è stata decisa una limitazione degli orari nei giorni feriali delle discoteche, considerato che lo stesso municipio afferma che la chiusura alle 5.00 permette un deflusso progressivo?
  2. perché è stata posta in essere una drastica limitazione delle autorizzazioni per eventi eccezionali per bar e ristoranti? Non rischia di danneggiare gli esercizi pubblici e indirettamente il servizio ai turisti?
  3. perché non è stato preso in considerazione il principio di “chi sbaglia paga” invece di colpire tutti sommariamente?
  4. non crede che queste limitazioni danneggino l’immagine turistica della città?
  5. sono state informate le associazioni di categoria (GastroTicino, ecc) prima dell’entrata in vigore? Se sì esiste una documento che comprova questa comunicazione?
  6. perché non è stata inviata una lettera di notifica agli esercenti sulla futura entrata in vigore dell’Omear, come si fa per esempio con il formulario che viene inviato ogni fine anno ai ristoratori per la comunicazione degli orari di apertura degli esercizi pubblici per l’anno successivo (sicuramente meno importante delle restrizioni applicate con l’Omear)?
  7. perché i prefestivi non sono stati parificati ai fine settimana (chiusura ore 05.00)?
  8. con quale criterio vengono concesse deroghe ai locali notturni?
  9. perché le deroghe quando richieste non vengono concesse, anche se motivate?
  10. chi decide e sulla base di quali criteri che un evento sia particolare o eccezionale?
  11. non crede sia meglio organizzare una campagna informativa e di sensibilizzazione sulla questione del rispetto della quiete notturna?
  12. chi deve vigilare per la sicurezza attorno al locale? E a quale distanza dal locale? Come può un gerente pattugliare l’intero isolato attorno al proprio ritrovo per allontanare i clienti maleducati?
  13. perché la polizia comunale ricevuta la richiesta di autorizzazione nei tempi corretti risponde molto spesso il giorno prima o addirittura il giorno stesso? Si è coscienti dei problemi che si procurano all’esercizio pubblico?
  14. è stato considerato che in pratica chiedere deroghe d’orario per ogni evento particolare senza sapere se esse verranno concesse crea di fatto una mole di lavoro immensa, rende precarie le iniziative e mette in difficoltà gli addetti ai lavori nell’organizzazione degli eventi (agenzie di booking, artisti, band, organizzatori, ecc.) oltre che incidere negativamente nella promozione degli stessi?
  15. a) di quale deroga gode la nuova Sala Metrò allo Studio Foce per poter organizzare più di 12 eventi all’anno?
    b) perché le è permesso di calendarizzarli ogni settimana e non ogni 15 giorni?
    c) in che tipologia di esercizio pubblico è classificabile visto che non esiste la definizione “sala concerti”?
  16. non pensa il municipio considerate le critiche che sia necessario procedere urgentemente con una revisione dell’ordinanza, la quale pregiudica già da parecchi mesi le attività di numerosi esercizi pubblici?


Ringrazio per l’attenzione e invio distinti saluti.


Alessio Arigoni



Cofirmatari:
Cristina Zanini Barzaghi
Lorenzo Leggeri
Raoul Ghisletta
Martino Rossi


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